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Monomaterialità e stabilità cromatica: l'ingegneria nel packaging cosmetico premium

Nel mercato cosmetico contemporaneo, le decisioni relative al packaging non possono più essere guidate esclusivamente da criteri estetici o di comunicazione visiva. Con l'avvio dell'applicazione delle principali disposizioni del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, le aziende del settore cosmetico e della cura della persona sono chiamate a ripensare il modo in cui progettano i propri imballaggi.
Tra gli obiettivi del nuovo regolamento figurano la riduzione degli imballaggi superflui, la limitazione degli spazi vuoti non necessari in specifiche tipologie di confezionamento e la promozione di soluzioni facilmente riciclabili, privilegiando quando possibile strutture monomateriale.

Per i Brand Manager e i Packaging Engineer del segmento premium questa evoluzione normativa si traduce in una sfida progettuale concreta: come eliminare gli inserti plastici interni mantenendo un'elevata protezione meccanica dei flaconi in vetro, una perfetta coerenza cromatica dell'astuccio e la piena riciclabilità dell'imballaggio?
La risposta risiede nell'ingegnerizzazione cartotecnica avanzata e nella conoscenza approfondita dei materiali.

La fisica del sostegno: alveoli monomateriale contro inserti termoformati

Per molti anni l'industria cosmetica di alta gamma ha fatto ricorso a inserti termoformati in materiale plastico per proteggere profumi, creme, sieri e fondotinta in vetro durante il trasporto e l'esposizione. Una soluzione efficace sotto il profilo della protezione, ma che introduce un elemento eterogeneo all'interno dell'imballaggio, rendendo più complessa la raccolta differenziata qualora il consumatore non separi correttamente i componenti.
La moderna progettazione cartotecnica sostituisce questi elementi con alveoli automontanti in cartoncino teso o microonda, integrati nella fustella dell'astuccio oppure realizzati come elementi indipendenti a incastro meccanico.

Progettare un inserto monomateriale significa studiare con precisione la geometria strutturale e le caratteristiche meccaniche del cartoncino.
L'obiettivo non è semplicemente bloccare il flacone, ma mantenerlo perfettamente vincolato attraverso punti di appoggio progettati per distribuire le sollecitazioni. In caso di urti durante il trasporto, la struttura dell'astuccio e dell'inserto assorbe e dissipa parte dell'energia attraverso deformazioni controllate, riducendo il rischio di danneggiamento del contenitore in vetro.

Un inserto strutturale efficace deve inoltre poter essere assemblato rapidamente, preferibilmente senza punti colla. Per ottenere questo risultato è fondamentale lavorare su tolleranze geometriche estremamente precise: se eccessive, l'inserto perde efficacia; se troppo ridotte, aumentano gli attriti durante il confezionamento automatico e il rischio di deformazione delle alette.
La progettazione deve infine ottimizzare il volume complessivo dell'imballaggio, eliminando gli spazi inutili e contribuendo al rispetto dei nuovi criteri introdotti dal PPWR in materia di efficienza del packaging e riduzione degli sprechi.

Colorimetria e ripetibilità cromatica

Per un brand cosmetico, il colore dell'astuccio rappresenta uno degli elementi più riconoscibili della propria identità visiva. Che si tratti di un delicato rosa cipria, di uno sgargiante verde fluo o di un nero profondo, ogni ristampa deve mantenere una coerenza cromatica elevata rispetto alle produzioni precedenti.

La carta è un materiale fibroso e igroscopico che interagisce con umidità, temperatura, luce e inchiostri attraverso fenomeni di assorbimento e riflessione. Per questo motivo ottenere una ripetibilità cromatica costante richiede un controllo rigoroso dell'intero processo produttivo.

Uno degli aspetti più delicati è il controllo del metamerismo, ovvero la variazione della percezione del colore al cambiare della sorgente luminosa: luce naturale, illuminazione LED dei punti vendita, faretti caldi delle profumerie o illuminazione industriale dei magazzini possono modificare la percezione della stessa tinta.

Per garantire la massima coerenza cromatica, il nostro processo produttivo prevede controlli colorimetrici strumentali lungo tutta la tiratura.
Ogni lotto viene verificato mediante il sistema Inpress Control 3 installato sulla nostra Heidelberg Speedmaster CX 104, che misura automaticamente i valori colorimetrici durante la stampa e corregge in tempo reale eventuali scostamenti rispetto agli standard definiti in fase di avviamento. Tuttavia, nel packaging cosmetico la precisione strumentale da sola non basta: l'occhio esperto dei nostri tecnici rappresenta un ulteriore livello di controllo, indispensabile per valutare la resa visiva del colore, l'interazione con il supporto e gli effetti delle finiture. È dall'integrazione tra tecnologia e competenza che nasce una ripetibilità cromatica realmente affidabile.

Un caso concreto: il packaging di espressoh

L'applicazione pratica di questi principi trova un esempio nella collaborazione con espressoh (B. Cosmetics S.r.l.), brand conosciuto a livello internazionale per il proprio linguaggio visivo essenziale e immediatamente riconoscibile.

Il progetto nasce dall'idea di sviluppare un packaging ispirato al classico brick del latte, concept ideato da Chiara Cascella, fondatrice del marchio.

Le principali criticità progettuali riguardavano sia il dimensionamento dell'astuccio sia la progettazione dell'inserto interno. Per raggiungere il risultato desiderato sono stati sviluppati numerosi mock-up, sottoposti a verifiche dimensionali e funzionali attraverso un confronto continuo con il cliente, alternando campionature fisiche, incontri online e prove di assemblaggio.

L'obiettivo era ottenere un packaging essenziale, capace di eliminare ogni elemento superfluo senza compromettere l'originalità della forma, la protezione del prodotto o la qualità percepita.
La soluzione finale ha privilegiato un inserto interno semplice ma strutturalmente efficace e un astuccio perfettamente proporzionato, capace di valorizzare il concept del prodotto e comunicare immediatamente i valori di freschezza e nutrimento che caratterizzano il brand.

La sfida cromatica: un rosa esclusivo

Un'altra richiesta riguardava la riproduzione del colore di fondo dell'astuccio.

Per questo progetto non è stato adottato un colore Pantone® standard, ma una formulazione personalizzata sviluppata appositamente per mantenere continuità con gli altri prodotti già presenti sul mercato.
La messa a punto della ricetta colore ha richiesto numerose prove e un confronto costante con la referente del progetto, Linda Marrone, fino all'individuazione della soluzione cromatica più fedele all'identità del marchio.
Prima dell'avvio della produzione definitiva sono stati inoltre eseguiti test specifici sulla verniciatura protettiva per verificare che la finitura superficiale non introducesse alterazioni cromatiche indesiderate, garantendo la massima coerenza visiva del colore anche dopo la nobilitazione.

Progettare oggi il packaging di domani

Realizzare un packaging cosmetico monomateriale significa integrare progettazione strutturale, conoscenza dei materiali e controllo colorimetrico in un unico processo.
Il ruolo di Arti Grafiche Castello® e delle divisioni specializzate Stampack® e Mockapperia® è affiancare i brand come partner tecnico fin dalle prime fasi di sviluppo del progetto. Dalla prototipazione strutturale in cartoncino in fibre vergini fino al controllo colorimetrico strumentale delle tinte istituzionali, lavoriamo per ridurre i rischi di produzione, ottimizzare le prestazioni dell'imballaggio e garantire un risultato coerente con gli standard qualitativi richiesti dal mercato premium.

Se desideri migliorare le prestazioni strutturali o la coerenza cromatica del packaging della tua linea cosmetica, il nostro reparto tecnico-commerciale è a disposizione per una consulenza e per sviluppare mock-up funzionali e soluzioni progettate sulle caratteristiche specifiche dei tuoi prodotti.