Vai al contenuto principale

Beauty · Make · Sense: cosa abbiamo imparato all'Innovation Day di Bergamo sul futuro del packaging cosmetico

innovation day giornata evento

Ci sono eventi in cui non si va semplicemente per raccogliere cataloghi o scambiarsi biglietti da visita. Si va per annusare l'aria, ascoltare i bisogni reali del mercato e capire dove sta andando la bussola del settore.

Il 21 e 22 ottobre scorsi, la Fiera di Bergamo ha ospitato il Beauty to Business Summit & Innovation Day, l’appuntamento di riferimento per chi lavora nella filiera cosmetica: dalle formule ai macchinari, fino a ciò che per primo incontra gli occhi del cliente, il packaging secondario.

A rappresentare la nostra rete sul campo c’erano Davide della nostra Area Commerciale diretta e Cinzia di Litografia Reverberi, storica realtà di Parma e nostro partner strategico da oltre 30 anni.

Hanno camminato tra gli stand, seguito i workshop tecnici, raccolto riflessioni, scambiato opinioni e osservato da vicino i nuovi orientamenti dei brand.

Il verdetto? Il mondo della bellezza sta cambiando pelle a una velocità impressionante. E il packaging non può più permettersi di essere un semplice contenitore.

Ecco le tre lezioni chiave che ci portiamo a casa.

1. La bellezza passa prima dalle dita: il trionfo della multisensorialità

Lo slogan di questa edizione dell’Innovation Day parlava chiaro: "Beauty · Make · Sense".

In un mercato in cui i consumatori sono sommersi da stimoli visivi e acquisti online, l'aspetto visivo da solo non basta più.

Quando una persona si trova davanti allo scaffale di una profumeria o apre una confezione a casa, decide se quel prodotto vale il suo prezzo nei primi tre secondi. E la decisione non passa solo dagli occhi, ma soprattutto dai polpastrelli:

  • Il ritorno alla materia viva: le plastificazioni lucide standard, fredde e uguali a sé stesse, stanno lasciando il passo a carte materiche naturali, verniciature seriche a base acquosa e texture che invitano a essere accarezzate.

  • Il contrasto che emoziona: fondi opachi e vellutati su cui risaltano dettagli luminosi, riflessi metallizzati calibrati e rilievi a secco che danno tridimensionalità al logo.

  • La grazia del gesto: perfino il suono e la fluidità con cui un coperchio scivola via rivelano la qualità del brand. Il lusso contemporaneo è fatto di dettagli discreti, ma memorabili.

2. Il nodo della sostenibilità: lusso e ambiente possono davvero convivere?

Uno dei tavoli più affollati del summit è stato dedicato al nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) e alla domanda che toglie il sonno a molti Packaging Manager: come conciliare l'effetto scenografico del lusso con la necessità di fare scatole facili da riciclare?

Per anni la risposta del settore è stata riempire le confezioni di lamine a caldo tradizionali su basi plastiche e inserire all’interno blister termoformati in plastica per tenere fermi i flaconi, che inevitabilmente richiedevano conferimenti di smaltimento diversi. Oggi questa strada non è più sostenibile.

La buona notizia è che la tecnologia industriale offre già soluzioni concrete ed eleganti:

  • Nobilitazioni che permettono lo smaltimento totale nella raccolta differenziata della carta: grazie al sistema a freddo FoilStar sulla nostra Heidelberg Speedmaster CX 104, la lamina metallizzata viene applicata direttamente sulla fibra cartacea in linea di stampa. Il supporto plastico della bobina viene riavvolto ed eliminato direttamente in macchina. Il risultato? Uno scintillio metallizzato di altissima definizione, ma su un packaging a prevalenza cellulosica che si smaltisce tranquillamente nella raccolta differenziata della carta.

  • Alveoli in cartoncino al posto della plastica: niente più gusci plastici interni a perdere. Con fustellature di precisione, il cartoncino teso viene piegato a formare strutture elastiche che bloccano i flaconi con millimetrica sicurezza, superando i test di trasporto e restando monomateriale.

  • Niente sorprese prima della produzione: per questo esiste la nostra Mockapperia®, il laboratorio interno dove realizziamo prototipi fisici reali 1:1, così che il cliente possa toccare con mano pesi, pieghe e finiture prima di avviare la tiratura.

3. Una filiera di prossimità con valori condivisi 

C'è un'ultima riflessione, forse la più importante, emersa dalle giornate di Bergamo. Il mercato cosmetico cerca partner affidabili, trasparenti e vicini. Il tempo delle filiere lunghe, frammentate e dai contorni opachi è finito.

La presenza congiunta di Arti Grafiche Castello e Litografia Reverberi all'evento nasce proprio da qui:

  • Radici nel territorio: Viadana e Parma, nel cuore produttivo del nord Italia, vicine ai laboratori e agli stabilimenti della Cosmetic Valley italiana.

  • Due realtà B Corp e Società Benefit: entrambe abbiamo scelto di mettere nero su bianco nei nostri statuti la responsabilità verso le persone, il territorio e l'ambiente. Per noi la sostenibilità non è una mano di vernice verde data all'ultimo momento (greenwashing), ma un modo certificato di fare impresa, a partire dall'impiego rigoroso di carte certificate FSC® Forest Stewardship Council (rispettivamente con Licenza C-016473 e Licenza C-041422).

Quando la creatività del brand cosmetico incontra una manifattura etica e tecnologicamente avanzata, il risultato non è solo un bell'astuccio: è un messaggio di valore coerente, dal flacone alla scatola che lo custodisce.